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Cenni storici
La fusione a cerapersa con conchiglia ceramica
Il sistema di fusione a cerapersa con conchiglia ceramica rappresenta un’evoluzione dei sistemi tradizionali di fusione artistica.
Nato negli Stati Uniti negli anni ’70 per la fusione in acciaio di alta precisione di componenti per l’industria aeronautica e spaziale e’ stato adattato per la realizzazione di manufatti artistici.
In questo modo si e’ riusciti ad unire alla qualita’ delle lavorazioni manuali artigianali l’utilizzo di materiali e tecnologie modernissime.
La trasformazione di un modello in una scultura in bronzo avviene attraverso un processo costituito da varie fasi ben distinte.
Originale realizzato dall'Artista Antonio Sgroi
diverse colorazioni e tonalita’ del bronzo.
Stampo
Lo stampo eseguito sul modello originale (che puo’ essere di qualsiasi materiale : creta, plastilina, legno, metallo, ecc.) permette di ottenere una (o piu’) riproduzione in cera.
Esso e’ costituito da una sfoglia in gomma siliconica (materiale molto elastico e resistente) che aderisce perfettamente al modello copiandolo perfettamente.
La gomma viene inglobata in una camicia in gesso che dara’ rigidita’ e consistenza.
Fasi dell'applicazione dell'argilla e del contenimento in gesso
L'argilla viene sostituita dallo stampo in silicone
Cera
Nello stampo viene realizzato il prototipo intermedio in cera.
Esso si ottiene colando cera liquida nello stampo fino a formare uno spessore omogeneo. Quando la cera si e’ solidificata si estrae dallo stampo. Ogni singolo esemplare in cera va ritoccato minuziosamente a mano per eliminare eventuali imperfezioni e sbavature.
Dopo il ritocco sulla scultura vengono applicati delle barrette in cera, che fungeranno da canali di colaggio e da sfiatatoi. Esse vengono montate di volta in volta, a seconda della forma e delle problematiche dell’oggetto, in maniera diversa in modo da permettere durante la fusione un corretto scorrimento del metallo e una uscita dei gas.
Colatura della cera
Apertura dello stampo con la cera solidificata
originale e copia in cera
ritocco delle cere
applicazione dei canali di sfogo e alimentazione
Rivestimento ceramico
A questo punto il modello in cera viene immerso in una miscela liquida di materiale ceramico fino ad ottenere una conchiglia di spessore sufficiente a contenere la pressione del bronzo.
Gli spessori delle forme, ottenuti con la ceramica sono estremamente sottili e leggeri, ma contemporaneamente resistenti e a bassa deformabilita’. La superficie del bronzo, ottenuta con il sistema a conchiglia ceramica, si presenta liscia, compatta e strutturalmente resistente, grazie agli spessori estremamente ridotti della forma , i quali permettono cosi’ un repentino raffreddamento del metallo.
Una volta essiccata la conchiglia viene messa in autoclave dove, con l’immissione di vapore ad alta pressione, avviene l’estrazione della cera al suo interno (da qui il termine cerapersa).
Fusione
Le conchiglie vuote vengono riscaldate in forno. Estratte ancora incandescenti vengono riempite di metallo fuso. Una volta raffreddatosi, il rivestimento ceramico viene frantumato mediante vibrazione e micropallinatura, e vengono tagliati i condotti di colata e di sfiato
preparazione del crogiolo
terra in cui verranno posizionate le ceramiche
il bronzo viene versato nelle ceramiche
la ceramica e il bronzo si raffreddano
Rifinitura e patina
Una volta pulito il pezzo viene poi lavorato con lime, frese e bulini per togliere i segni delle colate,
eventuali imperfezioni e accentuare certi particolari.
L’operazione finale e’ quella della patina ossia della colorazione dell’opera. Essa e’ realizzata mediante diversi processi di ossidazione con l’ausilio di trattamenti termici e chimici che permettono di ottenere le diverse colorazioni e tonalita’ del bronzo.
si rimuove la ceramica dal positivo in bronzo
con la sabbiatura si pulisce a fondo il bronzo dalla ceramica residua
immersione nelle soluzioni pigmentate
asciugatura
mistura stesa a mano
lucidatura
Immagini riprese all'interno dei laboratori Merighi Arte, pubblicate su "Il grande libro della scultura" ed. Demetra